12 monkeys significato – recensione critica

12 monkeys significato – recensione critica: n.d.r Mi è stata richiesta moltissimo, ma non sono riuscito mai a metterla giù, in quanto volevo tenere uno stile simile a quello della recensione di Fight Club, ma non è stato possibile farlo. Una stessa scena contiene in se molteplici temi, andare quindi a linkare un video per poi commentare non è possibile. Ho deciso allora di scrivere tutto quello che riuscivo, anche se sono sicuro di aver tralasciato qualcosa. Il mio modesto parere dice che questo film è il più grande capolavoro cinematografico mai girato, per quello che riguarda la complessità dei temi, la finezza nell’esposizione e la genialità della struttura. In questa pagina quindi troverai una recensione probabilmente parziale. Spero di poterla migliorare in futuro. Spero di non aver tralasciato punti chiave (sicuramente non sono entrato nel dettaglio in molte cose, facilmente ho dimenticato qualcosa).

Il loop visione del tempo circolare

Sicuramente il tema più facile da comprendere è quello della visione circolare della vita. È il più immediato e semplice da scoprire, dato che la trama è strutturata in maniera circolare. Andando in ordine cronologico della storia, aldilà del montaggio (si parte dagli scienziati del futuro nel film, altrimenti, essendo personaggi grotteschi, lo spettatore penserebbe di sicuro che Cole si sta immaginando tutto e il giochetto crollerebbe subito), il film inizia e finisce all’aeroporto con la stessa scena. Roba da malati mentali direbbe Jeffrey poiché in teoria non è possibile far tornare ieri oggi, ma in questa pellicola succede. Questa precisa visione del tempo era molto cara alla filosofia greca, in quanto tutta la storia può essere studiata considerando una prospettiva circolare anziché lineare. Lo stesso Idro Montanelli insegnava sempre che per conoscere il presente e il futuro bisogna conoscere il passato. Un esempio può essere Adolf Hitler, che quasi perfetto nelle sue strategie belliche fino a quel momento, è andato a commettere lo stesso errore di Napoleone Bonaparte, ovvero attaccare la Russia senza considerare  le stagioni e i conseguenti problemi climatici e logistici. Ieri oggi.

Ok la visione della storia è semplice da capire. Ma la storia cos’è. Si dice che la storia la scrivono i vinti, quindi la loro versione è quella che arriva a noi. Ovvero la loro realtà. Quante realtà esistono? Ci sono stati filosofi su filosofi che hanno speculato per anni su questo argomento, senza poter giungere a una risposta definitiva. Per quello che riguarda questo film ci si può limitare a parlare della versione dei vinti e di quella dei vincitori dunque 2. I germi esistono oppure sono un invenzione per vendere saponette e disinfettanti? Questo forse è il tema chiave di 12 monkeys

La visione della realtà: cosa è reale cosa non lo è esistono i Germi?

Assumiamo dunque che le realtà siano solo 2. Quella degli scienziato del “futuro” che mandano Cole nel “passato” e quella degli “psichiatri” del presente, che, come sottolinea la stessa dr. Railly decidono chi è pazzo e chi no quindi cosa è reale e cosa non lo è. Ecco il capolavoro. Salvo alcuni episodi di difficilissima comprensione, si può guardare il film da entrambe le prospettive, non c’è una soluzione definitiva. Cole è pazzo? La storia è di un folle convinto di venire dal futuro per una missione e muore alla fine (inizio del film). Gli scienziati esistono? Cole fallisce nel suo tentativo di fermare la diffusione del virus e scatta quindi l’estinzione della razza umana. Scena chiave del finale? Quando l’assistente del Dr. Goines apre la provetta i germi esistono o no? È partita l’infezione oppure no?

Visione profetica della società

Questa recensione è scritta nel 2019. Il film è del 1995. Eppure al più folle del film Jeffrey Goines è affidata la visione lucida della società (stile Fight Club). Si potrebbe pensare ad un artifizio tanto per, ma non è così (e il prossimo film della Trilogia di Jgab ce ne darà conferme). Chi intuisce quello che è la nostra società secondo una visione antropologica (scimmie? Mon-key) impazzisce per forza. Impazzire nel senso diventare pazzo, ovvero non ragionare più secondo i costumi culturali consumistici che dominano la società occidentale (Fantastica la scena in cui mentre Cole scappa uno dei pazienti gli consiglia di andare alle isole pubblicizzate poco prima in tv). Guardando il film, si potrebbe arrivare anche a simpatizzare per Goines e pensare che poi non è proprio così folle. Gilliam pensa pure a questa evenienza, costruendo una scena ad hoc che leva ogni dubbio, gli scienziati che computerizzano il cervello di Jeffrey.

Sanità mentale

A questo punto non resta che passare al tema  della sanità mentale. Qui bisogna aprire una parentesi. Il film è stato girato quando questa era affidata esclusivamente agli psichiatri (la psicologia infatti era troppo giovane e guardata con diffidenza dalla comunità scientifica). Nel 2019 possiamo buttarci dentro anche gli psicologi, che ormai sono stabili nella società e peggio ancora nelle strutture sanitarie.Partiamo dalla dottoressa Kathryn Railly che spiega come la psichiatria (con la proto-psicologia odierna quindi) siano diventata una religione. Sono questi “dottori” che scelgono cosa è giusto cosa non lo è cosa è pazzo e cosa non lo è. E poi diffondono il verbo (o sei un consumista o sei pazzo il riassunto di Jeffrey Goines). E come si vede su una scena ad inizio film, quando Cole afferma di non essere pazzo, la commissione di dottori dice: “non usiamo questo termine”; in questo caso la terminologia (pazzo sano normale anormale tipico atipico) è irrilevante. La sostanza è quella. Il giudizio dei nostri comportamenti è deciso da gli standard di questo “sistema medico”. E jeffrey lo sa e lo dice a Cole quando lo accoglie nell’istituto (che ne so magari 6 schizzato come un cavallo ma non sei qui per questo….) e lo ribadisce nella scena successiva nel dormitorio (non c’é giusto non c’é sbagliato conta solo l’opinione della gente….). Naturalmente esistono pellicole esclusivamente incentrate sulla denuncia di questo tema (consigliatissimo One Flew Over the Cuckoo’s Nest), anche qui comunque è esposto benissimo (lo sdoppiato del pianeta Ogo cosciente che guarirà solo quando smetterà di credere alla sua visione della realtà non conforme a quella della scienza riassume tutto)

12 monkeys significato: le scimmie

Purtroppo il doppiaggio italiano ostacola il grande filo conduttore di questo film: le scimmie. I due punti chiave sono quando Jeffrey dà a Cole le chiavi per la libertà “mon-key” “mon-key”e successivamente quando Cole per riuscire a parlare coi, dopo che Jeffrey da l’ordine di allontanarlo, insiste dicendo che è venuto per le scimmie; Jeffrey impazzisce e accetta di parlare con lui. Inoltre, sempre il nostro pazzo (in quanto ha capito tutto…vedrai sul prossimo capitolo della trilogia) sotto le “DROGHEEE” (ovvero i farmaci, drugs in Inglese) afferma “WE ARE ALL MONKEYS” È evidente che nella visione della società, qui si parla di un punto di vista olistico, un approccio antropologico (ci riallacciamo al discorso del bar di Tyler raccoglitore-cacciatore in Fight Club). L’uomo è inteso come primate che grazie allo sviluppo dei fonemi complessi è riuscito ad evolversi costituendo una società avanzata. Il fatto è che col passare degli anni questa “scimmia” (nessuno sta dicendo che l’uomo è o deriva dalla scimmia, ma appartiene a quella famiglia lì secondo la classificazione scientifica), ha dimenticato che il suo scopo è la sopravvivenza come specie e sembra allora brancolare nel buio. Inoltre, come direbbe l’agente Smith di Matrix (altra grande trilogia), l’uomo ormai sono centinaia di anni che si comporta come un parassita (olisticamente parlando). Apoteosi è quando Cole soprappensiero, vedendo dei cruenti esperimenti sugli animali in televisione, sbadatamente afferma che forse la razza umana meriterebbe di morire. Un ottima idea secondo Jeffrey, solo che prima ci sono obiettivi più immediati:“l’emancipazione degli animali”.

12 monkeys significato
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Conclusione (o inizio?) 12 monkeys significato – recensione critica

Roba da matti n.d.r  Non ho idea di quanto tempo io abbia lavorato a questo articolo ne quanta gente lo leggerà ne quanti lo capiranno. Voglio solo ricordare le due locandine del film. Su una c’era scritto “we’re coming” sull’altra “we did it”. Semplicemente geniale. Se non capisci perché rileggi da capo e riguardati il film un altro centinaio di volte.

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